Testi critici

RECENSIONE CRITICA
a cura di Roberta Fiorini
Critico d’arte e Curatore

Artista decisamente non convenzionale, Ersilia Leonini viene da un percorso formativo che già sovverte le regole giungendo alla dimensione figurativa di oggi dopo l’esperienza dell’astrazione geometrica quanto della sperimentazione materica e non viceversa. Così appare anche dalle sue scelte tematiche nelle quali, fino a poco tempo fa, prevalevano i nudi di soggetto maschile piuttosto che femminile. Il suo realismo diviene infatti una sorta di metalinguaggio, più incline alla dimensione psicologica che a quella dell’oggettività e della concretezza. I suoi personaggi, ritratti prima fotografici e poi ri – e de – strutturati pittoricamente, così veri da forare il quadro eppure vanno oltre la narrazione della propria vicenda umana come dimostrano le ambientazioni ed i “fondali” scenici nei quali l’artista espande la narrazione a stratificare memoria personale e comunicazione di massa, con la libertà di recuperare in certe valenze gestuali e materiche il proprio background culturale ed esperienziale ma con la consapevolezza anche di suscitare un impatto visivo spesso disorientante. E del resto, come lei stessa dichiara, ciò che intende provocare è piuttosto un’emozione estetica prima che una riflessione filosofica o concettuale.

CRITICAL REVIEW
by Roberta Fiorini,
art critic and curator

Ersilia Leonini is definitely an unconventional artist, whose educational path subverts the rules: She reached the present figurative dimension after the experience of geometrical abstraction as well as of material experimentation and not the other way around. This is also the feature of her thematic choices, where male rather than female nudes prevailed till a short time ago. In fact, her realism becomes a sort of metalanguage, which tends more to the psychological dimension than to the dimension of objectivity and concreteness. Her characters, which are photographic portraits re- and destructured in paintings, are so real as to have a natural presence and yet they go beyond the narration of their individual story. This aspect is demonstrated by the settings and the scene “backdrops”, where the artist expands the narration and stratifies personal memory and mass communication. In this way, she feels free to recover her cultural and experiential background in a certain gestural and material significance, but she is also aware to produce an often confusing visual impact. In fact, as she affirms, she wants to arouse an aesthetical feeling more than a philosophical and conceptual reflection.

Figurativo / Maschere / Scultura / Archivio