Testi critici

RECENSIONE CRITICA
a cura di Alessio Santiago Policarpo
Critico d’arte e Curatore
La figura umana è ricreata dalla Leonini con oggettività, attraverso una pennellata nervosa e descrittiva; i suoi personaggi affrontano a viso aperto lo spettatore spiazzandone le attese, dando così scacco ai moralisti dell’estetismo: più che offrirsi alla contemplazione aggrediscono il nostro sguardo. In questa ricerca, dunque, la figura si impone, sprezzante, interrogativa o indifferente; la sua franca fisicità viene squadernata allo scopo di indurci a una presa d’atto: è una sciabolata contro l’ipocrita e uno stimolo per chi intende sondare l’umanità con maggior coraggio. Tali immagini, che non si riducono mai allo shock gratuito, sottendono un interrogarsi sul corpo, sulla sua esistenza sia fisica che energetica, nonché sul suo essere incapsulato nel gorgo del tempo, come suggerisce l’opera Tic tac tic tac del 2018, e al contempo un consegnarsi alla coscienza dell’entropia: l’ineludibile consumarsi di ogni energia e forza fisica, un destino che la pittura della Leonini esorcizza eternando l’immagine delle persone ritratte.
Nel quadro del 2019 la figura è totalmente libera: i capelli, infatti, sono sciolti e la braccia aperte, appoggiate su due sedie a dichiarare che è esclusa una contemplazione disimpegnata o passiva, giacché la figura stessa è stante e senza falso pudore. Rifiutando di sedersi, si erge come identità; esige qualcosa di superiore al mero “guardare”.
È il corpo stesso, nella sinergia di carne e di pulsione interna, ad essere mezzo formale e semantico della pittura. Una simile visione è tesa a forgiare una corazza dietro cui si cela la vulnerabilità umana, che la Leonini tenta – tramite uno processo ‘terapeutico’ – di tramutare in potenza e in ribellione nei confronti di ogni vacuo conformismo.

RECENSIONE CRITICA
a cura di Giovanni Rossiello
Gallery Curating EL Instructor
Non ci sono corpi nei dipinti di Ersilia, ci sono persone; non ci sono uomini o donne nei lavori di questa artista silenziosa e profonda, ci sono le anime della gente che lei conosce e rivela. Non compare la passione fugace di un approccio, ma il piacere pieno della conoscenza.
Solo pochi sono capaci di andare oltre uno sguardo banale, sono molti a confondere l’essere maschio o femmina con l’essere umano, tanto da spogliare l’altro in un letto di falsa apparenza. Solo pochi sono in grado di spogliare l’anima, di leggere gli altri come un libro che racconta ogni giorno un’emozione, una lacrima o un sorriso.
La parte più intima dell’altro la si prende ascoltandolo: si è nudi e sconosciuti, vestiti e fusi. La parte più intima dell’altro la si prende toccandolo in un punto che nessun altro avrà mai toccato così: la sua anima.

CRITICAL REVIEW
by Giovanni Rossiello
Gallery Curating EL Instructor
There are no bodies in Ersilia Leonini paintings, there are people; there are no men or women in the works of this silent and deep artist, there are the souls of the people she knows and reveals. These works don’t appear to be the fleeting passion of an approach, but the full pleasure of knowledge.
Only a few are able to go beyond a trivial look, many confuse being male or female with the human being, as to undress each other in a bed of fake appearance. Only a few are able to undress the soul, to read the other like a book finding new emotions everyday, such as a tear or a smile.
The inner most part of the other you take listening: you are naked and unknown, dressed and melted in. You take the innermost part of the other by reaching a point that no one else has ever reached before: the soul.

RECENSIONE CRITICA
a cura di Roberta Fiorini
Critico d’arte e Curatore
Artista decisamente non convenzionale, Ersilia Leonini viene da un percorso formativo che già sovverte le regole giungendo alla dimensione figurativa di oggi dopo l’esperienza dell’astrazione geometrica quanto della sperimentazione materica e non viceversa. Così appare anche dalle sue scelte tematiche nelle quali, fino a poco tempo fa, prevalevano i nudi di soggetto maschile piuttosto che femminile. Il suo realismo diviene infatti una sorta di metalinguaggio, più incline alla dimensione psicologica che a quella dell’oggettività e della concretezza. I suoi personaggi, ritratti prima fotografici e poi ri – e de – strutturati pittoricamente, così veri da forare il quadro eppure vanno oltre la narrazione della propria vicenda umana come dimostrano le ambientazioni ed i “fondali” scenici nei quali l’artista espande la narrazione a stratificare memoria personale e comunicazione di massa, con la libertà di recuperare in certe valenze gestuali e materiche il proprio background culturale ed esperienziale ma con la consapevolezza anche di suscitare un impatto visivo spesso disorientante. E del resto, come lei stessa dichiara, ciò che intende provocare è piuttosto un’emozione estetica prima che una riflessione filosofica o concettuale.

CRITICAL REVIEW
by Roberta Fiorini,
art critic and curator
Ersilia Leonini is definitely an unconventional artist, whose educational path subverts the rules: She reached the present figurative dimension after the experience of geometrical abstraction as well as of material experimentation and not the other way around. This is also the feature of her thematic choices, where male rather than female nudes prevailed till a short time ago. In fact, her realism becomes a sort of metalanguage, which tends more to the psychological dimension than to the dimension of objectivity and concreteness. Her characters, which are photographic portraits re- and destructured in paintings, are so real as to have a natural presence and yet they go beyond the narration of their individual story. This aspect is demonstrated by the settings and the scene “backdrops”, where the artist expands the narration and stratifies personal memory and mass communication. In this way, she feels free to recover her cultural and experiential background in a certain gestural and material significance, but she is also aware to produce an often confusing visual impact. In fact, as she affirms, she wants to arouse an aesthetical feeling more than a philosophical and conceptual reflection.